MILANO YOGA FESTIVAL 9 - 10 - 11 OTTOBRE 2009

 LO YOGA

Introduzione

Dalle radici sanscrite yuj che significa "unione" o "vincolo", jugit ossia il giogo che si fissa sul collo dei buoi per attaccarli all’aratro, o jukta ossia le cinghie o le briglie che uniscono due o più cavalli un carro da trainare. Yoga indica l'insieme delle tecniche che consentono il congiungimento del corpo, della mente e dell'anima con Dio (o Paramatma), l'unione tra Jivatman (energia individuale) e Paramatman (energia universale). Colui che segue e pratica il cammino dello Yoga è chiamato yogi o yogin (le donne sono dette yogini).

La prima grande opera indiana che descrive e sistema le tecniche dello Yoga è lo Yoga Sutra (Aforismi sullo Yoga), redatto da Patanjali, che raccoglie 185 aforismi. Gli studi tradizionali indiani identificavano Patanjali con l'omonimo grammatico vissuto nel III secolo AC ma studi filologici più moderni hanno postdatato la redazione dell'opera ad un'epoca presumibilmente altomedievale.

La diffusione di pratiche risalenti a quella tradizione in occidente, avvenuta tra il diciannovesimo e ventunesimo secolo, come la meditazione (dhyana), gli esercizi di controllo del respiro (pranayama) o le asana (le celebri "posizioni" con cui lo Yoga viene comunemente identificato tout-court), ha tralasciato quasi sempre gli altri livelli, ed in particolare i primi due iniziali e per questo fondamentali. Ciò è dovuto al fatto che nella società occidentale il rapporto con lo Yoga non è mai stato strettamente relazionato alla religione (in particolare quindi all'unione dell'anima con Īśvara, il Signore), ma è sempre stato inteso come una disciplina che mira al riequilibrio psicofisico dell'uomo ed al raggiungimento di uno stato di "ben-essere".

Lo YOGA è un processo di ricerca interiore e di introversione, ma non è negazione della realtà esterna; è soprattutto una via di equilibrio: chi inizia a praticarlo non deve estraniarsi dal mondo, ma continuare ad occuparsi del lavoro, della famiglia, degli amici, della realtà quotidiana.

Lo hatha-yoga è costituito da un complesso di esercizi fisico-ginnici, o âsana, e da esercizi di controllo della respirazione (più propriamente del prâna, «soffio vitale»), o prânâyâma, perfezionati nel corso dei secoli da generazioni di yogin.

La pratica dello hatha-yoga tende al raggiungimento dell'equilibrio psico-fisico, di una maggiore consapevolezza dei nostri processi vitali, fisiologici e, più in generale, del nostro corpo in ogni sua parte.

Come raggiungiamo tale equilibrio e tale consapevolezza? Con la pratica costante e regolare.

Se analizziamo infatti il significato del termine hatha, scopriremo che esso indica appunto «sforzo», «ostinazione», «pertinacia».

La pratica riveste quindi un'importanza fondamentale, andando a modificare lo stato mentale e fisico del discepolo.

Ecco alcuni dei più evidenti benefici:

  • miglioramento generale nello stato di salute;
  • maggiore calma e capacità di concentrazione;
  • tonificazione muscolare e miglioramento della mobilità articolare;
  • regolarizzazione del peso corporeo;
  • maggiore vitalità anche in età avanzata.

Ricordiamo però che uno dei principi fondamentali dello Yoga è di non ricercare i frutti delle proprie azioni (karma-yoga): la pratica andrà pertanto eseguita per sé stessa, senza preoccuparsi del risultato.

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 Il Kriya Yoga autentico

Nonostante le affermazioni insistenti, fatte da altri, forse nessun'altra persona è cosi propriamente autorizzato come Shibendu Lahiri, 63 anni, pronipote del famoso capofamiglia Yogi Lahiri Mahasaya (1828-1895), a diffondere oggi nel mondo gli insegnamenti e le tecniche originali del Kriya Yoga.

Tuttavia, in sincera umiltà, egli afferma che nessun saggio ha mai esercitato il diritto della propria "autorità" e che coloro che affermano una pretesa "autorità" non sono saggi! Le Organizzazioni danno enfasi alla propria "autorità" eppure può darsi che in esse non ci sia alcunché di autentico. Il loro modo di agire può persino creare una mafia pur tuttavia non riuscendo ad attingere a ciò che è autenticamente sacro. Gli -ismi non hanno posto quando si vuol trattare di sottili e profonde realtà spirituale.

Lahiri Mahasaya (il cui nome per intero è Shyama Charan Lahiri) divenne noto ai ricercatori di verità di tutto il mondo per mezzo del famoso libro di Paramahansa Yogananda "Autobiografia di uno Yogi" che fu tradotto in molte lingue.

Shibendu ebbe la peculiare grazia di poter ricevere il processo originale del Kriya nella tradizione indiana antica dei Rishi, trasmessa da padre a figlio cioè generazione dopo generazione. Cosi questo processo si trasferì (non solo attraverso la conoscenza ma anche attraverso lo stesso patrimonio genetico) da Shyama Charan a Tincori a Satya Charan a Shibendu che venne iniziato nel 1960 dal padre (ora scomparso) Satya Charan nel tempio di famiglia "Satyalok" D22/3, Chousatti Ghat, Varanasi - 221 001 (India).

Kriya Yoga: Kriya significa azione e Yoga significa integrazione. Il Kriya Yoga pone tutta la sua enfasi sul processo di integrazione della coscienza separata dell'Io (generata dall'incessante movimento del pensiero) con la coscienza pienamente risvegliata (e quindi al di fuori dai limiti stabiliti dalle incessanti trame della mente) attraverso una qualche azione che comporti una percezione diretta e non attraverso processi mentali di concettualizzazione.

Il Kriya libera dai condizionamenti e dal Karma passato. Esso trasforma radicalmente il grossolano centro dell'Ego in una sottile unità che è si individuale ma che include anche l'universalità . Esso conduce all'armonia con l'intera esistenza riuscendo a perforare il velo di ignoranza che separa la coscienza umana dalla comprensione del Sé. Kriya Yoga è una combinazione unica nel suo genere di Hatha-Raja-Laya Yoga. Esso riesce a ripristinare il ricercatore nel suo stato naturale che è quello in cui il corpo riceve ordini soltanto dalle ghiandole endocrine e dai Chakra. Il pensiero non si intromette più in questo meccanismo e non crea problemi psicosomatici, desideri e ambizioni. Nel Kriya Yoga autentico non c'è l'abitudine di raccontare storie oppure di spacciare notizie di miracoli onde fornire ai ricercatori qualche misera consolazione che paralizzi la loro capacità di seria ricerca. Le Organizzazioni che incoraggiano congetture e invenzioni sono deviazioni lungo il sentiero della verità. Il Kriya Yoga incoraggia i ricercatori a scoprire se nella loro vita, colui che ricerca e l'oggetto stesso della ricerca, possono diventare un unico movimento senza più alcuna dicotomia.

Cosi come i suoi avi Shibendu Lahiri è un capofamiglia che è passato attraverso tutti gli aspetti della vita umana: in questo il ricercatore non avrà alcun motivo per ritenere che il percorso spirituale sia troppo arduo. Egli ha ricevuto una educazione universitaria e ha badato pienamente alle esigenze della sua famiglia attraverso un lavoro ben remunerato. Le sue due figlie cosi come i loro mariti sono medici specialisti mentre il suo unico figlio maschio, anche lui sposato, è un esperto ingegnere.

Dal 14 Gennaio 1988 Shibendu si sta dedicando al Kriya Yoga a tempo pieno. Anno dopo anno ha viaggiato in tutto il mondo ovunque devoti e discepoli lo invitano. Finora ha visitato gli USA (includendo Hawaii e Puerto Rico), Canada, Australia, Spagna, Portogallo, Italia, Francia, Svizzera, Austria, Germania, Bulgaria, Russia, Sudafrica, Sudamerica, Nepal, Singapore, Malesia, Svezia, Olanda, Inghilterra e naturalmente molti luoghi della sua nazione.

Shibendu Lahiri non ha fondato organizzazioni, istituzioni, sette o culti. Egli non desidera esercitare influenza su alcuno. Quello che fa è invitare i ricercatori a condividere la profonda comprensione che è fiorita, generazione dopo generazione nella dinastia Lahiri attraverso il processo del Kriya. La sua missione è di renderci accessibile, proprio come fecero i suoi avi, la profonda spiritualità dell'India. Il suo desiderio è vedere l'umanità vivere in pace e amicizia senza dolore, angoscia o animosità, senza la mostruosa cultura di uccidere e venire uccisi nel nome di qualche bandiera o di qualche strampalata idea portata avanti da fanatici

 

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