RITUCHARIA

 RITUCHARIA: nell’Ayurveda dei testi antichi
PICCOLE DISCIPLINE DI CONSAPEVOLEZZA STAGIONALI,
PER UNA BUONA ABITUDINE PERSONALE

Per il mantenimento della salute secondo l’Ayurveda, è necessario prendere in considerazione l’alternanaza di notte e giorno per programmare le  proprie attività, l’assunzione di cibo, il tempo del riposo e della veglia, ma anche l’alternanza delle stagioni. Uno dei principi del Charaka Samhita, prezioso testo classico dell’Ayurveda scritto almeno 10 sec. Prima di Cristo, e riaffermato anche da esperti moderni del settore, indica che l’uomo sotto ogni punto di vista: fisico e caratteriale in particolare, è ciò che mangia.   Innanzitutto, parlando di stagionalità, dobbiamo adottare una distinzione tra periodi umidi e periodi asciutti, che si avvicendano tra loro intervallati da periodi intermedi di transizione. 
La Routine autunnale: l’Autunno è la stagione dominata da Vata, elemento di aria presente allo stato gassoso ed energetico, negli esseri viventi e concernente qualità di secchezza, freddezza e incostante ma continuo movimento.  La caratteristica di questa stagione è il passaggio dalcaldo al freddo, spesso repentinamente, è quella di richiedere la massima attenzione per la salute insidiata dai diversi fattori atmosferici.
In questo periodo bisogna eliminare l’elemento fisiologico/umorale di Pitta, l’elemento fuoco, che si è accumulato durante la stagione dominata da Pitta, appunto, l’estate. Si utilizzano procedure dietetiche e disintossicanti, perchè, “Come l’acqua, anche calda, spegne il fuoco, così il Pitta squilibrato può annientare il potere digestivo. In Autunno è meglio mangiare di meno che di più, per non danneggiare l’apparato digerente. L’Autunno come la primavera è il periodo migliore per praticare su di sè il panchkarma, sistema completo di detossificaione corporea e rieducazione alimentare, per preparare la fisiologia ai rigori dell’inverno senza trascinarsi dietro l’accumulo di tossine che l’estate favorisce.   L’Ayurveda è in grado, a differenza della medicina moderna, di fornire programmi  davvero efficaci di prevenzione individuale e collettiva. Programmi che tengono in considerazione fattori individuali come dieta naturale secondo costituzione, routine giornaliere e somministrazione periodica di integratori alimentari che promuovono la salute.
Non si tratta di una scienza che ha il solo scopo di allungare la vita assumendo dei farmaci, ma ha un traguardo più ampio, quello anche di “allargarla”, favorendo un’esistenza non solo lunga, ma anche felice e sana.   Nei testi tradizionali, però, viene attribuita una grande importanza all’eliminazione di impurità dall’organismo, prima di procedere ad eventuale somministrazione di preparati: “se si deve tingere una stoffa e questa è sporca, il colore non si fisserà in maniera durevole e omogenea, ma se la stoffa viene dapprima lavata e poi tinta, si colorerà solidamente ottenendo lo scopo desiderato. Nel medesimo modo se il corpo non è puro, l’effetto dei preparati ricostituenti (i rasayana) non sarà così evidente o durevole”.
Così viene dimostrata la correlazione con la pratica di panchkarma:  solo eliminando le tossine e aumentando la capacità dell’organismo di digerire, i successivi integratori o anche i medicamenti e le eventueli medicine che si debbono prendere, avranno una azione davvero efficace
Nel corso dell’Inverno, il potere digestivo degli esseri umani in buona salute è aumentato dal vento freddo, così da essere in grado di digerire ogni cibo aldilà di quantità e pesantezza  (charaka samhita, VI, 9)
L’Inverno è la stagione migliore per la promozione della salute perchè il potere digestivo è al massimo.    Proporzionalmente si indica quindi che migliore è la salute, maggiore è il potere digestivo.    I cibi sulla nostra tavola dovrebbero contenere i gusti dolce, acido (aspro) e salato, perchè servono cibi nutrienti per poter alimentare la nostra macchina digestiva e far in modo che si produca un calore adeguato per equilibrare i processi di termoregolazione corporea.
“Chi si nutre di derivati del latte, succo di canna, grassi, olio, riso e bevande calde nel corso dell’Inverno, non vedra’ mai ridurre la durata della vita”.
Per la cura del corpo si dovrebbe effettuare un maggior numero di massaggi, oliazioni, fumigazioni e sauna. È importante che oltre agli abiti pesanti si abiti una casa riscaldata adeguatamente e non indulgere nei rapporti sessuali.    Per non aggravare il dosha Vata (elemento di vento nel corpo) non bisogna sottoporsi a strapazzi e nutrirsi poco, o prendere bagni freddi.  Ricordiamo che la sensazione di calore conseguente all’assunzione di alcool o all’eccessivo consumo di te’ ed infusi caldi è solo effimera.

Dr. Sadbhawna  Bhardwaj
staff AIMA Ayurveda


L’articolo sopraccitato, è materiale di interesse culturale che ha il puro scopo di informare obiettivamente su argomenti di interesse pubblico generale.     A.I.M.A. Ayurveda si declina da ogni responsabilità per un utilizzo improprio del presente articolo
Bibliografia: The legacy of Charaka , M.S.Valiathan, Ed. Orient Longman  Private Limited; The Legacy of Sushruta , M.S.Valiathan, Ed. Orient Longman  Private Limited; 
"Ayurveda,lunga vita in perfetta salute", dr. Arya Bhardwaj, Ed. Magnanelli;
Ayurveda longevità e salute, Rigel Langella,  Ed.gremese

 

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  I TRE DOSHA :  VATA - PITTA - KAPHA

L'Ayurveda si sviluppa intorno a tre principali scuole e filosofie di pensiero, molto antiche. Tutte queste scuole avevano scopi simili nella ricerca di aiutare l'umanità a lenire la sofferenza e il dolore, erano accomunate dalla stessa credenza, la reincarnazione, ma differivano nello sviluppo di studio dei concetti di base e della creazione, evolvendosi perciò differentemente. La scuola che tradizionalmente viene seguita e ritenuta la più completa, deriva dalla filosofia Sankhya. È secondo questa scuola che interpretiamo il concetto dei tre dosha come la maniera in cui i 5 elementi di base esistenti in natura (aria, etere, fuoco, acqua, terra), si traducono, riflettono e lavorano all'interno del corpo umano per consentire: il movimento (VATA), l'assorbimento e la trasformazione (PITTA), lo sviluppo fisico, costituzionale, la forza e la resistenza alle malattie (KAPHA).

Deduciamo, quindi, che i tre dosha, Vata, Pitta e Kapha, altro non sono che le tre energie biologiche e biodinamiche che sottoforma di umori corporei e perciò tangibili e visibili, permettono le vita e l'interazione continua con le condizioni fornite dal pianeta.

 Secondo la Charaka - Samhita, il funzionamento del corpo umano dipende da tre fattori fondamentali che regolano tutto ilsistema patologico, fisiologico e metabolico del corpo. Questi fattori sono:

1) I tre dosha 
2) I sette dathu
3) I cinque mala

Fino a che la situazione dei tre dosha si presenta ben equilibrata, anche il processo di formazione dei sette dhatu avviene in maniera automatica e senza difficoltà ed i cinque mala vengono espulsi dal corpo normalmente. Questa condizione è considerata assolutamente  ideale per al salute del corpo.
Tutti i disturbi causati dai cambiamenti, dalle permutazioni e dalle combinazioni di questi tre fattori nel corpo, sono in ultima analisi gli unici responsabili dei problemi  di salute o di disturbi psicosomatici. Essi sono il risultato dello squilbrio, decadenza , diminuzione o di interferenze di questi tre fattori basilari: dosha, dhatu, mala. Il corpo umano sperimenta in continuazione questi squilibri nella vita di tutti i giorni dal momento della nascita fino a quando esala l'ultimo respiro.
Questi tre fattori rappresentano l'essenza stessa del sistema ayurvedico di nidana ( diagnosi e trattamento)
Questo fenomeno viene spiegato concettualmente nel Sutrasthana della Charaka - Samhita, dove è  detto che, quando i tre elementi del corpo si trovano in uno stato di armonico equilibrio, il corpo cresce in salute.
Quando  questa armonia si interrompe, la nostra salute subisce un arresto i si avvicina la malattia/squilibrio.

I tre dosha sono:
Vata (aria o vayu)
Pitta  ( fuoco o agni)
Kapha (acqua o jala)

Questi tre elementi sono naturalmente parte dei pancha-mahabhuta e rappresentano la forza che sostiene sia tutto l'universo sia i corpo umano.
Questi tre mahabhuta si manifestano nel corpo sotto forma di dosha, cioè negli effetti negativi che si producono nell'organismo a causa di uno spostamento del corretto equilibrio di vata, pitta o kapha preannunciando l'arrivo di qualche problema.
Ogni volta che questi tre elementi fondamentali subiscono delle variazioni rigurdanti la loro quantità e la loro esatta collocazione nel corpo, ecco che noi avvertiamo dei sintomi di disturbi psicosomatici, che potrebbero dipendere da uno sbilanciamento delle nostre attività quotidiane, come il cibo od il sonno, l'uso corretto degli  organi di movimento, oppure potrebbero anche dipendere da dai samskara che abbiamo geneticamente ereditato dai nostri genitori o dagli stessi samskara delle nostre vite precedenti    

 

Vata

La parola Vata deriva dalla radice sanscrita del verbo "va" che significa movimento. La sua formazione è spiegata con l'unione tra aria ed etere e di questi elementi in natura ne conserva le qualità anche sottoforma di umore corporeo. Vata è responsabile delle caratteristiche dinamiche di una persona, del movimento, di esilità delle forme e dei tessuti, caratterialmente somatizza stati di nervosismo e instabilità, permette e regola gli scambi gassosi nel sangue apportando perciò energia di sostentamento a tutto il corpo.

Pitta

La parola Pitta deriva dalla parola "tapa" che indica calore. La sua formazione è da ricercare nell'unione tra fuoco e acqua e perciò presiede a tutte le funzioni cataboliche e di trasformazione del cibo in energia e calore. Pitta, quindi, è responsabile della temperatura corporea, della formazione del sangue e dell'aumento del metabolismo del cervello, connesso alle attività mentali, a livello caratteriale incide nelle emozioni, nei sentimenti e nelle passioni.

Kapha

La parola Kapha deriva da due radici "ka" che significa acqua e "pha" che vuol dire prospera o fiorisce. È quindi chiaro il significato della sua funzione primaria, quella di dare stabilità e compattezza ai tessuti corporei, un vero e proprio muratore. Infatti gli elementi in natura che compongono questo dosha sono acqua e terra, gli elementi più pesanti e stabili sul pianeta. Kapha conferisce forma e abbondanza ai tessuti e alle giunture, caratterialmente favorisce doti pacifiche e di tolleranza.

Riccardo Mentasti, insegnante di ayurveda.

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