La dieta ayurvedica di Miguela Bosè

Intervista a Bosè - Dieta ayurvedica

Corriere della Sera - 18 giugno
Bosè e l 'Effetto ayurveda. «Cicli di Cibi colorati Contro lo stress»

«Cicli di cibi colorati contro lo stress»

 di Maria Teresa Veneziani

MILANO - Mentre il suo cd «Cardio» è in vetta alle classifiche mondiali, Miguel Bosè è partito per la Colombia, dove lo proclamano cittadino onorario per il suo impegno sociale assieme a Juanes (quello di Medellìn di «La camisa negra») al quale lui ha dedicato un brano, «Jurame», poi il Messico e ritorno Spagna. A giugno stop per i Mondiali, a luglio via di nuovo per il resto d' Europa, quindi l' America Latina». L' ex ragazzo del ' 56, che negli anni ' 80 faceva impazzire le teenager di mezzo mondo, è decisamente in forma. Rigenerato da una cura ayurvedica che gli ha fatto perdere oltre 20 chili e restituito il suo spirito adolescenziale. Miguel parla della sua rinascita al telefono con un sottofondo di cocorite allegre. «Chiamarla dieta è scorretto - spiega -. La cosa non è così semplice. L' ayurveda, a cui ho dedicato anche un brano, Ayurvedico, nasce come ramo della medicina e della nutrizione e propone un modello globale legato al comportamento e allo stile di vita. Insegna che corpo e mente non devono mai essere curati separatamente. Lavora sulla temperatura degli organi. La perdita di peso è solo una delle conseguenze, ma l' ayurveda aiuta soprattutto a risincronizzare i tuoi organi con la tua vita». Da luglio dell' anno scorso è passato da 104 a 82 chili... «E devo continuare, la cura termina a dicembre». Come ha scoperto l' ayurveda? «L' avevo esplorata già 20 anni fa e l' ho ripescata in un momento molto critico della mia vita. Due anni bestiali del tour "Papito" avevano lasciato un' impronta sul mio corpo, ma anche psicologicamente ero esausto. In vista del nuovo lavoro da affrontare, mi sono buttato nelle braccia di un team di otto persone che ha pianificato la guarigione». Ma che cosa mangia adesso, può descrivere il menù? «È complicatissimo. Va a cicli. Si basa su una diagnosi che si fa attraverso il polso per stabilire che tipo di persona sei. Da lì si comincia a lavorare sugli organi. Alla base del segreto di questa antica medicina ci sono le spezie. Quando per esempio arriva il momento di mettere a posto il pancreas, tutto quello che mangi è di colore giallo perché è pieno di curcuma, il più grande depuratore di pancreas e allora sudi giallo, anche. Poi è la volta del cardamomo e via di seguito. I cibi assunti nella giornata vengono suddivisi in base ai colori e ai 5 sapori: salato, dolce, amaro, acido e piccante. È proibita la carne». È diventato vegetariano? A Madrid alleva i polli... «No io normalmente mangio tutto. Ma l' ayurveda è una regola di vita. Le proteine animali sono sostituite da quelle vegetali, tofu, lenticchie, oltre alle vitamine della frutta». Ha capito perché era ingrassato? «Certo, c' era un disordine brutale nella mia vita, quando entri in tournée non sai mai quando puoi mangiare». Fa ginnastica? «Pilates, un' ora e mezzo al giorno». Sono famosi i suoi occhi bistrati. Il segreto è il kajal? «Non solo. Mi piace molto giocare con le polveri colorate sulla faccia. In fondo è una cultura che ci è sempre appartenuta, basta vedere gli occhi bellissimi degli indiani. Nell' estetica maschile si possono trovare prodotti straordinari capaci di scatenare desideri». Che rapporto ha con la bellezza degli altri? «Non ho un prototipo. Credo nella necessità di sintonia-armonia con l' altro, che muta continuamente perché cambiano le stagioni». Ha detto: «La cosa di cui vado più fiero è di aver domato la tigre che è la vita». Come si doma la tigre? «Ci si arriva col tempo. E ci arrivi quando smetti di combattere e riesci a dormire accanto alla tigre, perché capisci che sei quello che sei. I difetti, la cosa che più ci caratterizza, devono essere accettati, ma lo impari con la maturità grazie all' ironia e a un po' di cinismo. È un equilibrio difficile, perché l' importante è non perdere mai l' allarme o la sensazione di agguato, consapevole che stai dormendo accanto alla tigre». A proposito di dormire, soffre di insonnia? «Dormo pochissimo fin da quando ero piccolo. Massimo 6 ore al giorno, ma metto a frutto le prime ore delle giornata, dalle 5 alle 5.30, fino a quando arrivano i miei collaboratori, verso le 9, per fare tante cose, leggere mail, rispondere». Ha scritto un romanzo. È autobiografico? «No. Mi piace molto di più esplorare, mettermi nei panni degli altri». Che cosa la spaventa? «Sono in una fase critica con il pianeta. Sento il peso della paura diffusa. Avverto una sensazione di claustrofobia e di desolazione profonda, tanto che ho preso una drastica decisione: cercherò di stare lontano dalle notizie per un lungo periodo. Sento il bisogno di togliermi di dosso le tossine mediatiche». Sempre parole sue: «Riguardandomi nelle foto, mi fa tenerezza quel bel ragazzino dagli occhi tristi». Secondo lei, quanto influisce l' ambiente in cui si cresce sullo sguardo? «L' ambiente conta moltissimo. Di fronte a una famiglia che è lì, ma in realtà non esiste, o peggio, è un punto di riferimento autoritario, un bambino tende a crearsi un rifugio e a tradurlo in amore. Non è giusto: ogni bambino dovrebbe avere il diritto di giocare a scoprire il mondo. Quando questo non succede, rimane intrappolato nello sguardo un bambino triste».
  Maria Teresa Veneziani

Pagina 29 - (18 maggio 2010) - Corriere della Sera

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